La dichiarazione dei redditi è uno degli adempimenti fiscali che più preoccupa gli italiani. Nel 2026, milioni di contribuenti dovranno comunicare all'Agenzia delle Entrate i redditi percepiti nel 2025, ma la procedura rimane accessibile se conosci bene i passaggi fondamentali. Questo articolo ti guida attraverso ogni fase, dalle scadenze alla compilazione, fino alle strategie per massimizzare le detrazioni.

Scadenze e modalità di presentazione

La dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2025 deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Se ti affidi a un commercialista o a un intermediario abilitato, il termine ordinario si estende al 30 novembre 2026, con possibilità di ulteriori proroghe comunicate direttamente dall'Agenzia delle Entrate.

L'invio è rigorosamente telematico: il cartaceo non è più accettato da anni. Puoi presentare la dichiarazione tramite:

  • Il portale "Dichiarazioni" dell'Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it)
  • Software certificati e accreditati dal Ministero delle Finanze
  • Un intermediario (commercialista, CAF, professionista abilitato)

Per l'accesso al portale servono credenziali digitali: SPID, CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o CIE (Carta d'Identità Elettronica).

Quale modello scegliere

Esistono due opzioni principali: il modello semplificato e il modello ordinario.

Il modello semplificato è disponibile se:

  • Il reddito complessivo non supera i 75.000 euro
  • Non sei obbligato a tenere una contabilità
  • Non hai terreni o fabbricati (a eccezione di quelli ad uso abitativo)
  • Non sei una società

Il modello ordinario è obbligatorio per autonomi, professionisti, imprenditori e per chi non rientra nei criteri del semplificato. È più articolato ma offre maggiori dettagli e possibilità di deduzione.

I documenti che non possono mancare

Prima di metterti al computer, raccogli tutta la documentazione necessaria. Un errore comune è scoprire a dichiarazione quasi finita che manca un documento importante.

Documenti fondamentali:

  • CUD (Certificazione Unica): il datore di lavoro deve consegnartelo entro il 31 gennaio 2026. Contiene i dati sui redditi da lavoro dipendente, le ritenute versate e altre informazioni essenziali
  • Modelli 770 ricevuti: se hai clienti che hanno emesso questa certificazione a tuo nome
  • Documentazione di redditi da capital gain: estratti conto bancari relativi a vendite di titoli o criptovalute
  • Certificazioni di redditi esteri: se hai percepito redditi dall'estero, avrai ricevuto appositi moduli
  • Ricevute e fatture per spese detraibili: spese mediche, interessi ipotecari, premi assicurativi sulla casa, donazioni, contributi sindacali, spese universitarie
  • Documentazione per il bonus edilizio: se hai sostenuto spese per ristrutturazioni, puoi detrarre il 50-75% a seconda del tipo di intervento

Un consiglio pratico: conserva tutto in una cartella, meglio ancora se digitalizzato. La scansione di documenti importanti ti eviterà stress nel caso di controlli futuri.

Compilazione passo passo

Passo 1: Accedi al portale Entra nel sito dell'Agenzia delle Entrate con le tue credenziali. Se è la prima volta, la procedura è intuitiva e guidata.

Passo 2: Seleziona il periodo d'imposta Scegli l'anno 2025 come periodo d'imposta. Il sistema ti proporrà il modello più adatto in base ai dati disponibili.

Passo 3: Compila i dati anagrafici Verifica che i tuoi dati personali siano corretti. L'Agenzia li preriempie spesso, ma controlla sempre codice fiscale, residenza e informazioni bancarie per l'accredito dell'eventuale rimborso.

Passo 4: Inserisci i redditi

  • Da lavoro dipendente: i dati vengono prelevati dal CUD; verifica che siano esatti
  • Da lavoro autonomo: inserisci ricavi e spese documentate
  • Da capitale: interessi bancari, plusvalenze, dividendi
  • Da fabbricati: canoni di affitto, redditi catastali

Passo 5: Dichiara le spese detraibili Qui accumulare documentazione è cruciale. Il 50% delle spese mediche (fino a 129,11 euro), il 19% degli interessi ipotecari sulla prima casa, il 50% della ristrutturazione edilizia sono tra le detrazioni più comuni.

Passo 6: Controlla i dati inseriti Il sistema ti mostrerà un'anteprima della dichiarazione. Verifica ogni sezione prima di inviare: una volta trasmessa, potrai solo presentare una dichiarazione integrativa.

Passo 7: Invia la dichiarazione Clicca su "Invia". Riceverai una ricevuta telematica: conservala per tutta la documentazione.

Errori comuni da evitare

Gli errori più frequenti che l'Agenzia delle Entrate riscontra durante i controlli:

  • Dichiarare spese senza documentazione: ogni detrazione deve essere provata da fatture, ricevute o bonifici
  • Confondere detrazioni e deduzioni: le detrazioni riducono l'imposta (come le spese mediche), le deduzioni riducono il reddito (come i contributi sindacali)
  • Dimenticare redditi da fonti secondarie: anche un piccolo affitto, un reddito da piattaforme freelance o royalty deve essere dichiarato
  • Non aggiornare i dati bancari: se il tuo IBAN è errato, il rimborso non ti arriverà
  • Presentare documenti falsi o alterati: è un reato penale, non vale la pena

Agevolazioni e bonus da non perdere

Nel 2026 rimangono attivi diversi vantaggi fiscali:

Bonus prima casa per under 36: se hai meno di 36 anni e acquisti la prima casa, puoi beneficiare di un'imposta di registro ridotta al 2% (invece del 10%) e dell'esenzione dal bollo.

Superbonus 110%: se hai sostenuto spese per efficienzamento energetico o antisismico nel 2025, puoi portarle in detrazione.

Detrazione 730 per dipendenti: i lavoratori dipendenti di solito conviene optare per il modello 730 anziché il modello redditi, perché la dichiarazione è più semplice e la gestione del rimborso è automatica attraverso il datore di lavoro.

Domande Frequenti

D: Se ho perso il CUD, cosa faccio? R: Contatta direttamente il tuo datore di lavoro: per legge, deve riaverlo entro il 31 gennaio dell'anno seguente. Se è stato smarrito, l'azienda è tenuta a rilasciarne una copia. Nel caso del settore pubblico, puoi richiederlo tramite il portale NoiPA. Se procedi ugualmente con la dichiarazione, l'Agenzia incrocerà comunque i dati con il datore di lavoro e correggerà eventuali difform