La scadenza per presentare il 730 nel 2026 coincide con quella degli ultimi anni: fine maggio per chi si affida a un intermediario, fine giugno per chi lo trasmette direttamente. Se non siete organizzati, questi due mesi possono trasformarsi in un incubo burocratico. La realtà è che la maggior parte dei contribuenti italiani non sa esattamente quale documentazione conservare, e spesso scopre lacune importanti solo quando inizia a compilare il modulo. Questa guida si propone di chiarire esattamente cosa serve, evitandovi sorprese sgradite e, soprattutto, controlli dell'Agenzia delle Entrate.
Che cos'è il 730 e Chi Deve Presentarlo Davvero
Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi semplificata pensata per lavoratori dipendenti, pensionati e, in certi casi, professionisti con partita IVA. Nel 2026, lo possono usare coloro che hanno redditi da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati, senza superare i 75mila euro lordi annui.
Un dettaglio che molti sottovalutano: se possedete una partita IVA e fatturate oltre 65mila euro annui, non potete più usare il 730, anche se siete tentati. Dovete obbligatoriamente ricorrere al modello Redditi ordinario. Questo vincolo esiste perché il 730 è pensato per redditi semplici, dove le spese sono deducibili in modo standardizzato, mentre il modello Redditi offre flessibilità per chi ha costi complessi da documentare.
Se siete dipendenti con una piccola partita IVA secondaria (per attività saltuarie), potete ancora usare il 730 nella maggior parte dei casi, ma dovete inserire il reddito del secondo lavoro all'interno della stessa dichiarazione.
La Certificazione Unica (CU): Il Documento Fondamentale
Il primo documento che dovete attendere è la Certificazione Unica, che il vostro datore di lavoro, l'INPS o la banca vi devono consegnare entro il 28 febbraio 2026. Non è semplice carta: contiene ogni dettaglio dei vostri redditi 2025 e dei versamenti fiscali già effettuati.
Cosa Controllare sulla CU
- Importo lordo: deve corrispondere esattamente alle buste paga cumulative
- Ritenute IRPEF: verificate che non siano state applicate ritenute errate (calcolo mensile vs. annuale)
- Contributi previdenziali: la somma versata a INPS/casse professionali deve essere coerente con i cedolini
- Dati anagrafici: cognome, nome, codice fiscale (errori qui causano rigetti automatici del 730)
- Redditi esteri o da fabbricati: se applicabili al vostro caso
Consiglio pratico: se ricevete la CU via PEC (ormai lo standard), stampatela subito. Non affidatevi solo alla copia digitale sul sito dell'Agenzia delle Entrate, perché il sistema può avere ritardi di sincronizzazione. Stampate due copie: una per voi, una da allegare ai documenti del 730.
Se notate errori sulla CU, contattate l'emittente subito. Le correzioni devono essere comunicate tramite "denuncia di variazione" entro il 20 marzo 2026.
Documenti Necessari per Spese Mediche e Sanitarie
Qui iniziano i problemi veri. Secondo l'Agenzia delle Entrate, potete detrarre il 19% delle spese mediche e sanitarie. La soglia di deduzione è di 129,11 euro annui: significa che detraete solo la parte che eccede questa cifra.
Cosa Conservare
- Ricevute e fatture da medici privati: devono recare il numero di partita IVA del professionista e la descrizione della prestazione
- Fatture farmaceutiche: devono specificare il codice ATC del farmaco (la classificazione terapeutica obbligatoria dal 2019)
- Documentazione odontoiatrica: per interventi, protesi, impianti e apparecchiature (invisalign, bite, ecc.)
- Ricevute di laboratori analisi privati: anche quelle di controllo routine e screening
- Documentazione per protesi e apparecchi medici: pacemaker, protesi d'anca, occhiali correttivi (solo con prescrizione)
- Ricevute di ricoveri ospedalieri privati: ticket e quote a carico del paziente
Punto critico: le ricevute di medici che non emettono fattura regolare (solo ricevuta manuale) sono detraibili solo se contengono numero di partita IVA e dati identificativi completi. Una ricevuta anonima vi costerà caro in caso di controllo.
Per i farmaci, dal 2023 è obbligatorio conservare lo scontrino che riporti il codice ATC. Se non ce l'avete, la detrazione non vi sarà riconosciuta. Molti cittadini perdono 200-300 euro di detrazioni semplicemente perché non hanno conservato gli scontrini farmaceutici corretti.
Detrazioni per Immobili e Interessi Mutui
Se possedete una casa con mutuo, potete detrarre il 19% degli interessi pagati nel 2025 (non la quota capitale). L'importo massimo detraibile è di 4.000 euro annui per unità immobiliare.
Documentazione Necessaria
- Estratti conto bancari dell'anno 2025 che mostrino i versamenti mensili
- Comunicazione dell'istituto di credito con il prospetto dettagliato di interessi e capitale pagati
- Contratto di mutuo (almeno una copia per i vostri archivi)
- Atto notarile di acquisto (se richiesto dall'Agenzia)
Nota importante: se il mutuo è cointestato tra coniugi (o conviventi), potete ripartire la detrazione secondo come decidete, ma deve essere coerente anno per anno. Se decidete di assegnare la detrazione tutta a uno dei due, non potete cambiarla l'anno successivo senza motivo.
Contributi Previdenziali e Assicurativi
Se versate contributi a fondi pensione integrativi, a casse professionali, o avete sottoscritto polizze assicurative specifiche, potete detrarre il 19%.
Documenti da raccogliere:
- Certificati di versamento rilasciati da fondi pensione o casse professionali
- Ricevute di pagamento polizze assicurative (malattia, invalidità, infortuni)
- Rendiconti annuali del fondo pensione (arrivano solitamente a febbraio)
Per i versamenti al fondo pensione, il limite di detraibilità è di 5.164,57 euro annui. Se superate questo importo, solo la parte entro il limite è detraibile.
Spese Scolastiche e Universitarie
Se avete figli che frequentano scuole private paritarie, potete detrarre il 19% delle rette pagate, fino a un massimo di 800 euro per figlio.
Per l'università (anche pubblica), la detrazione riguarda solo le tasse universitarie, non le spese accessorie. Il massimo è di 1.000 euro per studente.
Documentazione
- Ricevute e fatture delle rette scolastiche intestate al genitore
- **Certificato di
