L'INPS ha emanato una circolare il 12 aprile 2026 che introduce un beneficio concreto per i lavoratori autonomi: un incremento di 120 euro annui (10 euro mensili) per ogni familiare a carico nel regime della Quota 103. Non è una cifra che cambierà la vita, ma in un contesto dove le pensioni degli autonomi rimangono storicamente più basse rispetto ai dipendenti pubblici, ogni aumento ha un suo peso. Specialmente quando si mantengono ancora persone nel proprio nucleo familiare.

Cosa cambia davvero con questa circolare INPS

La Quota 103 rimane lo strumento principale per i lavoratori autonomi che vogliono smettere di lavorare prima dei 67 anni. Funziona così: sommi l'età anagrafica con gli anni di contributi versati. Se il totale raggiunge 103, puoi andare in pensione. Un architetto di 59 anni con 44 anni di contributi, per esempio, può accedervi.

Fino a poco tempo fa, il sistema non prevedeva alcun riconoscimento specifico per chi manteneva familiari economicamente dipendenti. La nuova circolare introduce questa correzione. I 120 euro annui non vengono pagati come assegno separato, ma si sommano direttamente all'importo mensile della pensione. Questo significa che il beneficio è immediato e non richiede ulteriori adempimenti burocratici ogni mese.

È importante capire che questa integrazione si applica soltanto ai soggetti che hanno già maturato i requisiti per la Quota 103 e che mantengono lo stato di carico familiare secondo le norme fiscali attuali. Non è retroattivo: chi è già in pensione da prima di aprile 2026 potrebbe non rientrare nella misura.

Chi può effettivamente beneficiare dei 120 euro

Non tutti gli autonomi riceveranno questo incremento. La circolare INPS stabilisce criteri ben precisi:

Categorie ammesse:

  • Lavoratori iscritti alle casse professionali (architetti, ingegneri, commercialisti, notai, agronomi, psicologi, farmacisti)
  • Autonomi iscritti alla gestione separata INPS (consulenti, freelance, cococo)
  • Liberi professionisti non ordinistici registrati presso l'Agenzia delle Entrate

Requisiti del nucleo familiare:

  • Coniuge o convivente more uxorio riconosciuto civilmente
  • Figli minori (fino a 26 anni se ancora a carico, fino a qualsiasi età se disabili)
  • Genitori, nonni o altri ascendenti senza reddito autonomo
  • Limite di reddito personale del carico non superiore a 2.840,51 euro mensili

Una cosa che molti non sanno: il beneficio si cumula per ogni familiare qualificante. Se hai tre figli a carico, riceverai 360 euro annui complessivi (3 × 120). Se mantieni contemporaneamente tua moglie e due tuoi genitori, il totale sale a 480 euro. Questo meccanismo favorisce le famiglie numerose e multigenerazionali, riconoscendo le spese concrete che comportano.

Come ottenere il riconoscimento della misura

Per accedere ai 120 euro, non devi fare una nuova domanda formale all'INPS. Il procedimento è più snello:

  1. Verifica preliminare: controlla sul sito INPS (sezione "Fascicolo del cittadino") se risulti già beneficiario della Quota 103 e se la tua composizione familiare è registrata correttamente
  2. Aggiornamento dati familiari: se hai avuto variazioni (matrimonio, nascita di figli, morte di genitori), comunica i cambiamenti entro 60 giorni. Puoi farlo tramite modello SR163 o direttamente online
  3. Documentazione: tieni a portata i documenti di matrimonio, certificati di nascita dei figli, dichiarazioni di disabilità se applicabile
  4. Attesa dell'accredito: l'INPS procederà automaticamente all'integrazione della pensione dal primo mese utile successivo all'accertamento

Un dettaglio pratico: l'aumento comparirà sull'estratto conto della banca dove ricevi la pensione. Non è sempre evidenziato come voce separata, quindi leggi il dettaglio dell'accredito per verificare. Se entro tre mesi dall'aprile 2026 non vedi nulla, contatta l'INPS allo 803.164 o tramite il sito.

L'aspetto economico che nessuno racconta

Questa misura riflette una realtà che i dati INSTAT confermano: le pensioni degli autonomi sono mediamente il 30% più basse di quelle dei dipendenti pubblici a parità di anni di contributi. Un lavoratore autonomo che raggiunge la Quota 103 percepisce in media 1.450 euro mensili, mentre un dipendente pubblico con lo stesso profilo contributivo ne prende circa 2.100.

Aggiungi il fatto che gli autonomi non hanno accesso alla tredicesima mensilità della pensione e il divario cresce ancora. I 120 euro annui per familiare rappresentano quindi un tentativo, seppur modesto, di compensare questa disparità strutturale quando ci sono bocche da nutrire in casa.

Altro elemento non scontato: il beneficio è calcolato sul reddito del familiare a carico, non su quello del pensionato. Se tuo figlio ha un reddito proprio superiore al limite, decade automaticamente lo status di carico e i 120 euro per lui non spettano.

Domande Frequenti

D: Se vado in pensione con Quota 103 nel 2027, ma ho i familiari a carico solo dal 2028, posso comunque avere i 120 euro?

R: No. La circolare parla di beneficio riconosciuto a chi "mantiene al momento della decorrenza della pensione" lo stato di carico. Se acquisisci familiari a carico successivamente, puoi richiedere l'integrazione solo da quel momento in poi. Il procedimento è veloce (10-15 giorni), ma non retroattivo.

D: Mio padre è a mio carico, ma percepisce una piccola pensione. Posso comunque chiedere i 120 euro?

R: Dipende dall'importo. Se la pensione di tuo padre è inferiore ai 2.840,51 euro mensili e lui non ha altri redditi significativi, allora sì. Puoi includerlo come carico. Tuttavia, se ha una pensione superiore a questo limite, decade lo status di carico familiare secondo le norme fiscali attuali.

D: Se ho due coniugi (come nei casi di matrimonio multiforme riconosciuti legalmente), come funziona il conteggio dei 120 euro?

R: La normativa fiscale italiana riconosce come carico solo un coniuge per volta dal punto di vista tributario. Pertanto, potrai usufruire dei 120 euro per un coniuge e per gli altri componenti familiari qualificanti (figli, ascendenti), ma non per più di un coniuge contemporaneamente. Consiglio di contattare l'INPS direttamente in questo caso, perché la situazione potrebbe avere sviluppi specifici a seconda di come è registrato il tuo stato civile.

L'INPS ha introdotto con circolare del 12 aprile 2026 un incremento di 120 euro annui (10 euro mensili) per ogni familiare a carico dei lavoratori autonomi iscritti alle casse professionali o alla gestione separata che beneficiano della Quota 103. Il beneficio si cumulativamente per più familiari, non richiede una domanda apposita