A partire da gennaio 2026, l'INPS ha ufficialmente aperto i termini per presentare le domande di accesso a Quota 97,6, la misura che consente ai lavoratori italiani di andare in pensione anticipata prima del compimento dei 62 anni. La circolare ufficiale INPS/2026 ha chiarito i meccanismi operativi, offrendo una via alternativa alle altre misure di pensionamento anticipato come Quota 103. Per migliaia di lavoratori che hanno iniziato a versare contributi in giovane età, questa rappresenta un'opportunità concreta per lasciare il lavoro diversi anni prima della pensione ordinaria.

Come funziona Quota 97,6: il sistema a sommatoria

A differenza delle misure rigide basate solo sull'età anagrafica, Quota 97,6 funziona secondo un principio di sommatoria semplice ma efficace. Il valore 97,6 rappresenta il totale ottenuto sommando l'età del lavoratore con gli anni di contributi versati. Quando questa somma raggiunge 97,6, è possibile accedere alla pensione anticipata.

Qualche esempio pratico:

  • Un lavoratore di 60 anni con 37 anni e 6 mesi di contributi (60 + 37,6 = 97,6)
  • Un lavoratore di 59 anni con 38 anni e 6 mesi di contributi (59 + 38,6 = 97,6)
  • Un lavoratore di 58 anni con 39 anni e 6 mesi di contributi (58 + 39,6 = 97,6)

Questa flessibilità rappresenta un elemento cruciale rispetto a Quota 103, che rimane rigida su 62 anni di età e 41 anni di contributi. Quota 97,6 consente invece combinazioni diverse a seconda del percorso lavorativo individuale di ciascuno.

I requisiti specifici richiesti nel 2026

L'accesso a Quota 97,6 nel 2026 è subordinato a requisiti ben definiti dalla circolare INPS:

Età minima: È necessario aver compiuto almeno 55 anni. Questo significa che non si può accedere a questa misura prima di questa soglia, anche se in teoria la sommatoria potrebbe raggiungersi.

Anzianità contributiva: Il computo dei contributi segue regole precise che variano a seconda della gestione previdenziale di appartenenza. Per i lavoratori iscritti all'INPS Fondo Generale (dipendenti privati), il calcolo considera tutti i versamenti effettuati presso gestioni obbligatorie. I contributi figurativi — come quelli relativi a periodi di disoccupazione, malattia o maternità — vengono conteggiati solo se ricorrono specifiche condizioni normative.

Assenza di blocchi di legge: Non deve sussistere alcuna causa ostativa al pensionamento. Ad esempio, alcuni lavoratori in specifici settori (come il pubblico impiego) potrebbero avere vincoli particolari. È consigliabile verificare con l'INPS prima di presentare la domanda.

Data di decorrenza: L'INPS nel 2026 ha specificato che la pensione decorre il primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono verificati contemporaneamente tutti i requisiti. Se un lavoratore compie 55 anni il 15 marzo e ha già 42,6 anni di contributi, potrà presentare domanda e la pensione avrà decorrenza dal 1° aprile.

Come presentare la domanda INPS

La procedura per richiedere Quota 97,6 è ormai completamente digitalizzata. I canali disponibili includono:

Portale INPS online: Accedendo a www.inps.it con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS), è possibile compilare la domanda direttamente. Il sistema guida il richiedente attraverso i passaggi necessari e fornisce un numero di protocollo.

Contact center INPS: Telefonando al numero 803 164 da telefono fisso (gratuito) oppure al 06 164 164 da telefono mobile, è possibile ottenere assistenza nella compilazione della domanda o chiarimenti su requisiti specifici.

Patronati e CAF: Le organizzazioni sindacali e i Centri di Assistenza Fiscale continuano a offrire supporto gratuito per la presentazione delle domande. Questa opzione rimane particolarmente utile per i lavoratori meno avvezzi alla tecnologia.

Nel modulo di domanda è necessario indicare esattamente tutti i periodi lavorativi e contributivi, allegando eventuale documentazione a supporto qualora si intenda conteggiare contributi versati presso gestioni diverse.

Differenza con Quota 103 e altre misure

Quota 103, ancora disponibile nel 2026, rimane una misura più rigida: richiede infatti il raggiungimento contemporaneo di 62 anni di età e 41 anni di contributi. Per chi non raggiunge questi parametri ma ha una storia contributiva più lunga e un'età inferiore ai 62 anni, Quota 97,6 rappresenta un'alternativa concreta.

Rispetto alla pensione ordinaria a 67 anni (con 20 anni di contributi), sia Quota 103 che Quota 97,6 permettono uscite anticipate significative. Tuttavia, l'assegno pensionistico calcolato secondo il sistema contributivo (come avviene per chi accede a queste misure) può risultare inferiore rispetto a chi aspetta il raggiungimento dei requisiti ordinari, poiché il montante contributivo viene diviso per un coefficiente di trasformazione inferiore.

Un elemento spesso trascurato: il calcolo dell'assegno

Qui emerge un punto critico che molti articoli evitano di affrontare chiaramente. Quando si accede a Quota 97,6 prima dei 67 anni, l'assegno viene calcolato secondo il metodo contributivo, indipendentemente da quando si è iniziato a lavorare. Questo significa che il totale dei contributi versati viene diviso per un coefficiente di trasformazione stabilito per l'età di accesso.

Un lavoratore che accede a 60 anni avrà un coefficiente attorno a 4,186, mentre uno che aspetta a 67 anni avrà un coefficiente attorno a 5,574. Questa differenza si traduce in una riduzione dell'assegno del 25-30% rispetto a chi aspetta l'età ordinaria. È fondamentale fare una valutazione personalizzata, considerando anche fattori come l'aspettativa di vita e i flussi di cassa personali, prima di scegliere di anticipare il pensionamento.

Domande Frequenti

D: Se ho 58 anni e 39,7 anni di contributi, posso accedere a Quota 97,6 nel 2026?

R: No, perché la sommatoria 58 + 39,7 = 97,7, che supera il limite previsto. Tuttavia, se compi 59 anni durante l'anno, a quel punto 59 + 39,7 = 98,7 e potrai presentare domanda. La verifica precisa deve considerare la data esatta di compimento degli anni e il conteggio certificato dei contributi presso l'INPS.

D: I periodi di disoccupazione possono essere conteggiati in Quota 97,6?

R: Solo in determinate circostanze. La circolare INPS del 2026 specifica che i periodi di disoccupazione indennizzata (NASpI o Disoccupazione Ordinaria) possono essere conteggiati come contributi figurativi esclusivamente se seguono immediatamente un periodo di attività lavorativa e se il lavor