Sono aperte ufficialmente le domande per accedere a Quota 97,6, la misura previdenziale che consente ai lavoratori italiani di andare in pensione anticipata prima del compimento dei 62 anni. L'INPS ha diffuso la circolare ufficiale che regola le modalità di presentazione delle richieste, aprendo così una finestra importante per chi desidera lasciare il lavoro in anticipo nel 2026. Questa opportunità si affianca alle altre misure di pensionamento anticipato attualmente disponibili, tra cui la discussa Quota 103, rappresentando un'importante opzione per molti contribuenti italiani.
Quota 97,6 è una misura pensionistica che consente il pensionamento anticipato combinando l'età anagrafica con gli anni di contributi versati. Il sistema si basa su un calcolo sommatoria: per accedere alla misura, è necessario raggiungere un'età più bassa rispetto a quella ordinaria purché il totale tra anni di vita e anni di versamenti raggiunge la quota prestabilita di 97,6. Questa formula permette maggiore flessibilità rispetto ai tradizionali requisiti rigidi, offrendo una seconda chance a chi magari ha iniziato a lavorare più tardi ma ha accumulato una buona anzianità contributiva.
A differenza di Quota 103, che richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi, Quota 97,6 consente combinazioni diverse. Ad esempio, un lavoratore di 60 anni con 37,6 anni di contributi, oppure uno di 59 anni con 38,6 anni di contributi, potrebbe già accedere a questa misura. La circolare INPS del 2026 specifica che i contributi devono essere versati presso gestioni previdenziali obbligatorie, ed è possibile conteggiare periodi di accredito figurativo in specifiche circostanze.
La circolare INPS che regola Quota 97,6 nel 2026 fissa requisiti chiari e precisi per l'accesso alla misura. Innanzitutto, è necessario aver raggiunto il compimento del 55° anno di età anagrafica, anche se come anticipato la quota sommatoria di 97,6 consente uscite ben prima dei 62 anni ordinari. L'anzianità contributiva minima, da conteggiare secondo le regole della gestione previdenziale di riferimento, rappresenta il secondo pilastro fondamentale.
Un elemento cruciale riguarda la gestione del calcolo dei contributi: questi devono essere stati effettivamente versati, e il riconoscimento di periodi figurativi è subordinato a specifiche condizioni previste dalla normativa vigente. La circolare INPS fornisce indicazioni dettagliate su quali periodi possono essere conteggiati, distinguendo tra diverse tipologie di lavoro e gestioni previdenziali.
Non sono previste limitazioni legate al genere, sebbene le donne continuino a beneficiare, dove applicabile, di vantaggi legati alla maternità nel computo contributivo. La misura si applica a dipendenti privati, iscritti a casse professionali, autonomi e agricoli, con specifiche modalità di calcolo per ogni categoria.
Le domande per accedere a Quota 97,6 possono essere presentate esclusivamente in via telematica attraverso i canali ufficiali messi a disposizione dall'INPS. Nel 2026, la procedura avviene principalmente tramite:
La compilazione della domanda richiede la fornitura di documentazione specifica relativa alla storia contributiva, ai periodi di lavoro, e a eventuali periodi di accredito figurativo. L'INPS mette a disposizione il modulo ufficiale aggiornato al 2026, con istruzioni dettagliate per ogni campo.
Sebbene entrambe siano misure di pensionamento anticipato, Quota 97,6 e Quota 103 presentano caratteristiche diverse. Quota 103, la misura introdotta nel biennio precedente, richiede come requisito fisso 62 anni di età e 41 anni di contributi, offrendo un accesso più prevedibile ma meno flessibile. Quota 97,6, invece, permette combinazioni variabili tra età e anzianità contributiva, consentendo a chi ha iniziato a lavorare più tardi di andare comunque in pensione prima dei 62 anni.
Un altro aspetto rilevante riguarda l'assegno pensionistico: entrambe le misure applicano il sistema di calcolo contributivo per la determinazione dell'importo mensile, garantendo trasparenza nel computo. Tuttavia, a parità di contributi versati, chi accede con Quota 97,6 a un'età inferiore potrebbe ricevere un assegno leggermente inferiore rispetto a chi attende Quota 103, a causa della maggiore longevità della prestazione.
L'accesso a Quota 97,6 rappresenta un'opportunità significativa per molti lavoratori nel 2026. I vantaggi principali includono la possibilità di uscire dal mercato del lavoro prima dei 62 anni, recuperando anni di vita professionale investiti, e la riduzione dello stress fisico e psicologico associato al prolungamento della carriera lavorativa, soprattutto per chi svolge mestieri gravosi.
Tuttavia, è essenziale considerare le implicazioni economiche: uscire anticipatamente comporta un assegno mensile ridotto rispetto a chi attende l'età pensionabile ordinaria, poiché il montante contributivo viene distribuito su un periodo più lungo. Pertanto, è consigliabile effettuare una valutazione personale, possibilmente con il supporto di consulenti specializzati, per comprendere se il sacrificio economico sia sostenibile nel proprio progetto di vita.
Quota 97,6 rappresenta nel 2026 una delle misure più interessanti per chi desidera lasciare il lavoro in anticipo, offrendo una flessibilità che manca ad altre soluzioni. Con la circolare ufficiale dell'INPS ora disponibile, le domande sono aperte e i lavoratori interessati dovrebbero valutare attentamente se questa opzione corrisponde alle proprie esigenze economiche e personali. È fondamentale contattare l'INPS, un patronato o un consulente previdenziale per ricevere indicazioni personalizzate basate sulla propria storia contributiva specifica.