L'INPS ha ufficialmente ammesso gravi malfunzionamenti nei calcoli pensionistici che hanno colpito decine di migliaia di dipendenti pubblici in pensione. La comunicazione di aprile 2026 segna il primo riconoscimento istituzionale di una problematica che gli addetti ai lavori sospettavano da anni: procedure di calcolo applicate scorrettamente per lunghi periodi, con conseguenti decurtazioni sugli assegni mensili dei pensionati. L'istituto previdenziale ha già definito le modalità operative per il rimborso degli importi dovuti, promettendo di completare l'operazione entro fine anno.
Che Cosa È Andato Storto nei Calcoli Pensionistici
Gli errori riconosciuti dall'INPS riguardano principalmente due aree tecniche del calcolo pensionistico:
Aliquote contributive applicate scorrettamente: il sistema ha utilizzato percentuali di contribuzione non corrispondenti al profilo professionale e al periodo di servizio di molti dipendenti pubblici. Questo ha influito direttamente sul calcolo della base pensionistica finale.
Coefficienti di rivalutazione errati: i valori utilizzati per adeguare annualmente le pensioni all'inflazione non sono stati coerenti con la normativa vigente. Alcuni pensionati hanno visto applicare coefficienti inferiori a quelli effettivamente dovuti, causando una perdita progressiva del potere d'acquisto nel tempo.
L'indagine interna dell'INPS ha evidenziato come queste anomalie non derivassero da errori isolati, bensì da un difetto strutturale nei software di calcolo utilizzati tra il 2015 e il 2025. L'amministrazione ha confermato che i dati identificano oltre 180mila pensionati interessati, con arretrati medi che si aggirano tra i 3mila e i 12mila euro per persona.
Le Modalità Concrete del Rimborso
L'operazione di rimborso segue un calendario preciso e differenziato in base all'importo dovuto:
Per importi fino a 5mila euro: versamento unico entro 60 giorni dalla comunicazione personale. L'INPS contatterà direttamente il pensionato tramite lettera raccomandata con dettagli sulla cifra calcolata e le modalità di accredito.
Per importi tra 5mila e 15mila euro: il rimborso sarà suddiviso in 12 rate mensili, aggiunte all'assegno pensionistico regolare. In questo modo, il pensionato riceverà somme integrate già a partire da maggio 2026.
Per importi superiori a 15mila euro: possibilità di rateizzazione più lunga (fino a 24 mesi) su richiesta esplicita del beneficiario. È possibile richiedere un versamento accelerato accettando una commissione amministrativa minima (0,5%).
Modalità di accredito: trasferimento su conto corrente bancario (metodo predefinito), oppure assegno circolare per chi non dispone di conto presso istituti di credito. Per i pensionati con difficoltà motorie, è previsto il ritiro presso gli sportelli INPS su appuntamento.
L'INPS fornirà a ogni interessato una comunicazione personalizzata contenente: importo lordo degli arretrati, anni interessati dall'errore, imputazione fiscale (i rimborsi verranno tassati secondo i criteri standard), piano di pagamento scelto automaticamente e modalità di contatto per eventuali contestazioni.
Chi Riceverà il Rimborso Effettivamente
Non tutti i pensionati pubblici rientrano nella platea dei rimborsi. L'INPS ha definito criteri precisi di inclusione:
- Dipendenti pubblici iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) o alla Cassa dei Vigili del Fuoco
- Pensionati da almeno 12 mesi al momento della comunicazione
- Periodi di contribuzione tra il 2015 e il 2024
- Pensioni liquidate con il metodo retributivo o misto (non interessate quelle con sistema contributivo puro)
Sono esclusi i pensionati con reddito complessivo superiore a 75mila euro annui nel 2025 (misura volta a concentrare i rimborsi sui nuclei con minori disponibilità economiche).
Cosa Aspettarsi nei Prossimi Mesi
Il calendario dei rimborsi prevede:
- Maggio 2026: invio delle comunicazioni personali (prima tranche da metà mese)
- Giugno-luglio 2026: versamenti unici e prima rata per importi suddivisi
- Agosto-dicembre 2026: completamento di tutte le rateizzazioni previste
- Gennaio 2027: ultimo termine per eventuali ricorsi amministrativi
L'INPS ha istituito un numero verde dedicato (800-666-888) e una sezione specifica sul sito www.inps.it per consultare lo stato della propria pratica. È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa alla pensione, in quanto potrebbe essere richiesta per verifiche.
Domande Frequenti
D: Se ho ricevuto una comunicazione INPS in passato dove mi diceva che il mio importo era corretto, posso comunque accedere al rimborso?
R: Sì. L'INPS ha ufficialmente dichiarato che le comunicazioni precedenti relative alla correttezza dei calcoli non erano fondate sulla realtà dei dati, in quanto i software utilizzati presentavano i difetti oggi riconosciuti. La comunicazione di rimborso sostituisce e annulla qualsiasi precedente comunicazione di congruità. Non è necessario intraprendere alcuna azione: l'istituto contatterà direttamente i beneficiari.
D: Come vengono tassati gli arretrati ricevuti?
R: Gli arretrati sono soggetti a tassazione secondo l'aliquota IRPEF ordinaria del ricevente, calcolata proporzionalmente agli anni nei quali l'importo non è stato erogato. Ad esempio, un arretrato di 6mila euro su quattro anni (1.500 euro annui) subirà trattenuta fiscale come se fosse stato percepito in quattro soluzioni. L'INPS fornirà una certificazione dettagliata con le relative imposte trattenute per la dichiarazione dei redditi.
D: Sono morto di recente un parente che era pensionato pubblico. Posso richiedere il rimborso dei suoi arretrati?
R: Gli arretrati dovuti al deceduto costituiscono parte dell'eredità e vengono corrisposti agli eredi legittimi. Occorre presentare copia dell'atto di morte, documento di identità dell'erede e dichiarazione sostitutiva di atto notorio indicante le generalità del de cuius. La richiesta va presentata tramite raccomandata all'INPS entro tre anni dalla comunicazione ufficiale del rimborso.
